Venerdì 11 giugno alle ore 18, in Piazzetta del Teatro, il varo di “Aperitivi narrativi”, una nuova iniziativa culturale organizzata dalla nostra Associazione Omega con la preziosa collaborazione della libreria Mondadori di Valentina e il Caffè Teatro di Massimo. Sarà Lucio Carraro, con il suo nuovo libro “L’odore del tempo”, pubblicato da Antiga edizioni, a dare il via alla manifestazione, finalmente in presenza, pur con tutte le precauzioni previste dalla normativa anti Covid. L’autore sarà affiancato da due noti artisti: l’attore Mauro Gazzato per le letture, il cantautore Benito Madonia per il commento musicale. Il cartellone proseguirà poi con la presentazione delle opere di altri autori di rilevante interesse. Venerdì 18 maggio sarà la volta di Sandro del Todesco, che presenterà il suo “Viaggio attraverso il virus”, la diretta testimonianza di chi è entrato e felicemente uscito dal tunnel della pandemia. Venerdì 25 giugno sarà Otello Bison a illustrare il suo libro d’esordio “Bissa ranera”, un inedito “dizionario dialettale” delle parole memorabili della nostra lingua madre narrate con divertente e divertita ironia. Venerdì 2 luglio toccherà ad Elena Carraro raccontare il suo “Uovo di Mary”, libro di grande intensità narrativa, dove la malattia si estingue sulle ali della vita. Roberto Masiero concluderà questa prima rassegna con il suo ultimo libro “Dragan l’imperdonabile”, romanzo avvincente, con vicende, personaggi e paesaggi a noi vicini. 

Tutti le presentazioni inizieranno sempre alle ore 18 nell’accogliente Piazzetta del Teatro a Mogliano Veneto, con i libri e gli aperitivi a portata di mano!

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Interrompo – solo temporaneamente! – la consueta analisi “socio informatica” ormai abituale per Impronta Digitale, perché questa settimana ci sono state tre notizie di cui vale la pena parlare: per l’esattezza tre violazioni (o almeno notizie di violazioni) di dati personali effettuate su Internet.

La prima notizia riguarda qualcosa come 533 milioni di account Facebook liberamente scaricabili sul web. Tra questi ve ne sarebbero circa 36 milioni di italiani: probabilmente tutta la popolazione che ha un account, o quasi. Dalle notizie che si hanno (poche visto che Facebook non si è presa la pena di darci molto peso!), pare che la violazione che ha consentito di costruire questo archivio risalga al settembre 2019, a causa di una falla su un server di profilazione. Falla che Facebook asserisce di aver chiuso subito dopo, ma senza prendersi la pena di avvisare gli utenti il cui account era stato compromesso. Tra i dati, oltre al nominativo e l’indirizzo mail, vi sarebbero alcune informazioni personali tra cui il numero di telefono (richiesto per l’autenticazione in due passaggi o come numero di recupero in caso di password dimenticata). Non è invece chiaro se vi siano anche le password.

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