Diceva così, in modo cadenzato: “Chi vive in baracca, chi suda il salario / chi ama l’amore e i sogni di gloria / chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria / chi mangia una volta, chi tira al bersaglio / chi vuole l’aumento, chi gioca a Sanremo / chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno / chi ama la zia, chi va a Porta Pia / chi trova scontato, chi come ha trovato…” e via discorrendo. È una delle più belle canzoni del Novecento, scritta e cantata da Rino Gaetano, un cantautore che troppo presto ci ha lasciato. Una canzone scritta nel 1975 e che già allora denunciava le miserie di una società piena di squilibri economici, sociali, morali insopportabili. Ma improvvisamente, da denuncia tambureggiante, si apriva nel ritornello a una speranza che in poche altre canzoni ho mai sentito, così gioiosa di futuro e insieme quasi rabbiosa: “Ma il cielo è sempre più blu, ma il cielo è sempre più blu… uuu” gridava a squarciagola Rino Gaetano.

 

Ora questa canzone che ha la forza di una poesia di Pasolini la ritroviamo come refrain nell’ultima campagna televisiva di comunicazione di una grande catena di distribuzione alimentare, la Lidl, associata a sconti e promesse.

Povero Rino Gaetano! Ha impiegato tutta la sua breve vita per scuoterci con la sua arte da un sistema che crea privilegi, povertà, ingiustizie, intollerabili miserie proprio nel campo alimentare, che ogni giorno nel mondo fanno morire 7.000 bambini per malnutrizione. Ogni giorno.

Ma anche Rino (lui che più nulla può) è stato inghiottito da questo serpente dalla lunga coda mosso da interessi finanziari ed economici al di sopra delle nostre teste, anche l’arte da tempo viene utilizzata senza scrupoli per vendere una bistecca o un ananas…

Questa è una pubblicità immorale: fino a quando potremo tollerarla? Quanto tempo dovremo aspettare ancora prima che l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria ne dichiari l’inammissibilità, di questa e di tante altre? Qualche parlamentare può battere un colpo e tutelare la storia di chi non può più farlo da sé?

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